“Flop e dintorni” con Dario De Toffoli - Omaha, le prime quattro carte
Ad Omaha non è possibile fare una vera e propria catalogazione delle mani di partenza, ciò che si può fare è attenersi ad alcuni principi guida.
Anzitutto bisogna dire che assolutamente non basta che le 4 carte contengano una buona mano iniziale di Texas, perché siano una buona mano iniziale di Omaha.
Ad esempio: ![]()
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Una coppia di 10 è una buona mano iniziale di Texas, ma questa è una brutta mano di Omaha.
Non basta nemmeno che le 4 carte contengano 2 mani decenti di Texas.
Ad esempio: ![]()
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Qui ci sono due mani decenti di Texas, ma la mano di Omaha non è buona perché le carte non lavorano bene tra di loro.
Il principio fondamentale è che le 4 carte devono tutte essere coordinate tra loro, lavorare insieme; questo garantirà il più ampio ventaglio di possibilità una volta che si è visto il flop.
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Questa ad esempio è un’ottima mano, perché ogni possibile coppia di carte lavora bene assieme, ha un possibile futuro valore. Ci sono 2 carte a fiori, 2 carte a quadri e le possibilità di scala sono davvero tante.
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Due Assi coordinati nel seme con le altre due carte sono sempre un’ottima mano di partenza, perché garantiscono il nuts nel caso ci siano tre carte di quei semi. Quando c’è un forte re-raise prima del flop, sospettate la presenza di una coppia d’Assi, anche perché i giocatori che sono abituati a giocare a Texas tendono a rilanciare automaticamente quando vedono i 2 Assi.
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Rispetto alla precedente, questa mano ha perso gran parte del suo fascino: OK, c’è la mitica coppia d’Assi, ma le altre due carte sono assolutamente scoordinate. Una mano così difficilmente può funzionare contro molti avversari, mentre in un testa a testa ha chance maggiori.
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Le prime 3 carte sono ottimamente coordinate fra loro e ciò rende la mano giocabile; peccato che la quarta proprio non c’entri nulla.
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Troppa dispersione fra le carte, meglio passare anche se c’è la coordinazione dei semi.
Essendoci sempre molte possibilità, ad Omaha verrebbe voglia di giocare tutte le mani, almeno fino a vedere il flop. Ma ciò può essere molto pericoloso, soprattutto nel pot limit. Quando si creano grandi piatti si tratta spesso di colore contro colore oppure di full contro full e naturalmente in queste situazioni è auspicabile trovarsi dalla parte di quello che ha il colore o il full più grande. Ecco perché non bisognerebbe giocare con mani mediocri, perché si corre il rischio di chiudere un punto molto forte, solo per trovarsi poi battuti da uno ancora più forte.
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2 Commenti a “Flop e dintorni” con Dario De Toffoli - Omaha, le prime quattro carte
dario hai perfettamente ragione che a omaha non puoi dare niente per scontato grazie dei tuoi consigli ne faro’ tesoro
preziosa - 26 dicembre 2009
Un tuo parere Dario, nei sit di Omaha a velocità normal, considerato che non si può sempre attendere mani senza dangler o completamente coordinate, qual è la tipologia minima di mano con cui andare a vedere il flop?
Ecce - 27 dicembre 2009